
I want to ride my bicycle I want to ride my bike
Non sono esattamente una salutista, il tempo ancora clementemente si inchina per farmi passare, e per tenermelo buono senza sfidarlo, bevo tanta acqua, corro, e di questi tempi spolvero la bicicletta.
Strade in discesa, o perlomeno pianeggianti, per i primi chilometri e per i primi giorni.
Non fumo, ma allora perché non ce la faccio a fare il ponte della ferrovia?
Ad ogni modo se vado in bici con la musica nelle orecchie è perché mi va di stare tra me e me. Oggi mi sono portata il nuovo di Gilmour, per tenere un ritmo soft, e gli Strokes, nel caso avessi bisogno di movin’on, e Bicycle race dei Queen per quando sono in cima ad una salita, e scendo più veloce che posso, I want to ride my bicycle I want to ride my biiiiiiiiiike.
Ma ho fatto i conti senza gli osti, a quanto pare.
Ehi ti posso offrire un caffè?
Pedalo, mi giro a destra, un tipo chiatto e peloso, su uno scooter più piccolo di lui, mi fa segno di accostare.
No, gli dico io. Voglio solo pedalare.
Sicura?
Allora lancio un urlo AHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH!!!!
Chest’è pazz’.
E poi e poi, la frase che mi gridano più spesso è Ciao bella!
Il fatto è che qua non è come a Lucca in cui tutti sono in bici. Qua se sei in bici stai lanciando un invito bello e chiaro.
Chest’è pazz’.
Io pazzaaaaaaaaaaaaa. Le macchine mi suonano superandomi, volano commenti sul mio culo.
Ciao bella! Ciao bella! Ciao bella!
Sorrido. Non sorrido. Mi incazzo.
Ma cosa si era calato Riccardo Cocciante quando ha scritto Passeggiando in bicicletta accanto a te, pedalare senza fretta la domenica mattina, fra i capelli una goccia di brina, ma che faccia rossa da bambina, fai un fumetto respiraaaaaaaaandoooooooo, mentre mi sto innamorando. Bleah!
Mary Jane Kelly nacque da qualche parte in Irlanda nel 1863. Suo padre lavorava il ferro, sua madre partoriva figli quasi sempre maschi. Aveva occhi blu e capelli biondi, si sposò a 16 anni, e divenne ben presto giovane vedova. Dopo l’omicidio del marito si trasferì a Cardiff e poi a Londra, dove fu puttana d’alto bordo.
Chi la conobbe la descriveva come una donna bella, attraente, che si distingueva e si elevava in qualche modo sugli altri nell'ambiente della prostituzione. A volte libava bevande inebrianti e perdeva il controllo. Era tanto rumorosa da ubriaca, quanto gradevole da sobria.
L'otto novembre del 1888 il suo corpo senza vita fu ritrovato nella sua camera, sul suo letto. I vicini dissero di aver sentito un urlo alle 4 del mattino. Gambe e braccia erano state scarnificate, gli organi interni erano sparsi in giro, il suo viso era stato sfigurato. Il cuore era scomparso. Si racconta che il suo assassino, l'avesse bollito e mangiato.
Fu l'ultima vittima attribuita a Jack lo Squartatore, ma anche la più giovane e bella. Le cose non succedono per caso.
Quando sono nata, mia madre ha pensato di darmi il suo nome.
Mary Jane